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Storia di una polpetta

o forse sarebbe meglio dire di un polpettone! Quello che mia madre quasi tutte le domeniche  preparava insieme ad un sugo spettacolare e che costituiva il nostro consueto pasto domenicale per l’appunto. La fama del polpettone di Silvana era ormai talmente diffusa in tutti i rami della famiglia, che alle riunioni con zii e cugini tutti si aspettavano di degustare questa ormai mitologica preparazione. Ma il segreto qual’era…un ingrediente segreto? una spezia rara? un impasto particolare?

Macchè!! Gli ingredienti erano quelli classici delle polpette di carne, ed io vi confesso che mentre mamma mescolava il tutto insaporendo quà e là di sale era immancabile la mia assaggiata di carne cruda e io ne andavo letteralmente matta! Spezie rare non ce n’erano a parte la noce moscata, l’impasto era quello fatto dalle mani forti di mamma, niente più..e allora? cos’aveva di speciale questo polpettone?

Il segreto del suo sapore era la cottura. Mamma aveva ehm diciamo il suo modo moolto light di cucinare..e le polpette rientravano assolutamente in questa categoria. Immaginatevi una padella piena d’olio bollente e i due polpettoni che sfrigolano allegramente fino a creare una bella crosticina spessa e dorata. Pensate poi che i suddetti polpettoni dopo la frittura venisvano catapultati in un, anche qui leggerissimo sugo!! Insomma una bomba di sapore letteralmente!! Ovviamente tutte noi figlie abbiamo sempre avuto, visto tali presupposti, un certo timore reverenziale a rifare le polpette!

Senza la pretesa di eguagliare il sapore e la morbidezza del polpettone di mamma mi sono cimentata qualche settimana fa anche io. Diciamo che ho puntato sulla qualità degli ingredienti: carne macinata di prima scelta bio, parmigiano reggiano bio, uova anche e salsa di pomodoro bio per il sugo. Il procedimento per le polpette lo conoscete tutti. Oltre a questi, gli ingredienti che ho usato sono il prezzemolo, l’aglio, noce moscata e sale, 1 uovo e pane raffermo bagnato in acqua e poi strizzato. Per renderle simili a quelle di mamma le ho fritte parzialmente. Ho fatto soffriggere dell’olio con cipolla in una pentola, ho  aggiunto le polpette girandole una volta e quando erano dorate ma non proprio fritte ho versato la salsa di pomodoro e ho fatto continuare la cottura nel sugo.

Sono venute buonissime! L’unico cruccio è il pane..quello che trovo qua a Milano non è assolutamente all’altezza e mi dispero ogni volta che devo fare le polpette e mi tocca bagnare la mollica..tutto si riduce veramente ad una consistenza troppo molliccia per i miei gusti. Va beh nella speranza di trovare pane migliore vi lascio queste semplicissime e buonissime polpette e vi auguro Buona Pasqua! Noi venerdì partiamo per l’Abruzzo dal quale manco da ben 8 mesi per trascorrere 5 giorni in famiglia. Ci si rivede al nostro rientro!

3 comments to Storia di una polpetta

  • Io sono piuttosto spiccia, per quanto riguarda le polpette, e so di fare male: le butto direttamente nel pomodoro, nell’impasto ci metto il pangrattato…devo ammettere che quelle di mamma, e anche il suo polpettone, sono molto molto più buone, devo decidermi a farle con più accuratezza…però friggerle non le abbiamo mai fritte, forse solo leggermente rosolare…

  • Miriam

    Me le fai la prossima volta che verrò a trovarvi? Io vado matta per le polpette! :-)Per quanto riguardo il pane fra mille virgolette di Milano, perché non provi a cercare all’Ipercoop il pane di Altamura (DOP)? Generalmente se lo fanno arrivare direttamente da lì, e ti garantirai un pane dal sapore che secondo me il vostro palato meridionale riconoscerà e gradirà. Tra l’altro è indicatissimo propio per le preparazioni che includono la mollica di pane tra gli ingredienti. Quella del pane di Altamura andrebbe utilizzata però dopo due giorni dall’acquisto, cioé quando il pane comincia a diventare un po’ raffermo. E anche raffermo è squisito, ve lo consiglio per la Panzanella… Un bacione, e…keep on cooking and enjoying the way you do…

  • I segreti di tua mamma per il polepttone sono gli stessi della mia.. questa ricetta è un must e non possiamo esimerci dal riproporlo con le migliori intenzioni!
    Come vedi siamo arrivati anche noi on line! 😉
    Un abbraccio forte e Buon rientro a Milano, post vacanze pasquali ( noi le abbiam vissute sotto la Madonnina! )

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