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À la recherche du temps perdu

In un piovoso pomeriggio di Giugno come quello di oggi, l’ideale sarebbe potersi rifugiare in una sala da thè, un pò nascosta ma calda e accogliente come l’Heure Gourmande di Parigi, dove siamo stati ad Aprile dell’anno scorso. Era il nostro primo viaggio a Parigi e questa sala da thè ci appariva come un luogo caldo e rassicurante per ripararci dal gelo e dagli acquazzoni di un inverno non ancora finito. Davanti ad una bollente tazza di thè verde alla menta e a dolci come la tarte au chocolat amer o le classiche madeleine ci rilassavamo e dimenticavamo la stanchezza e i piedi doloranti, complice anche l’estrema tranquillità del posto, dove tutti parlavano sottovoce.

 

Uno dei nostri pomeriggi a L'heure gourmande

 

Sia questa sala da thè, sia l’amore per il rito del thè ci sono stati suggeriti e tramandati dalla nostra amica Miriam. Quante volte siamo stati viziati da lei e dalle sue tavole imbandite, passando lunghi pomeriggi a chiaccherare tra fette di pane tostato spalmate di qualche paté e gli inebrianti profumi delle miscele scelte da lei.

 

La tavola imbandita da Miriam per i suoi mitici pomeriggi dedicati al thè

Forse per noi il thè è proprio questo: ritrovarsi a condividere le proprie storie con le persone a cui tieni di più, attorno alla teiera fumante e alle tazze in cui ci si specchia e ci si confronta a vicenda.

Con l’occasione del contest proposto da Tuki in collaborazione con Acilia: è sempre l’ora del tè, abbiamo voluto rendere omaggio a questa nobile pianta, alla nostra amica Miriam e alla sala da thé, proponendo una variante di madeleine arricchita da thè matcha, verdissima polvere profumata che inebria i sensi e li riporta indietro nel tempo, proprio come diceva Proust. Ovviamente le madelaine sono perfette per accompagnare una tazza di ottimo thè da sorseggiare lentamente,

La ricetta è tratta dal sito Giallo Zafferano e la trovate qui. Io ho dimezzato le dosi e fatto delle modifiche per trasformarle in madeleine al thè matcha.

Ingredienti per circa 8 madeleine grandi:

  • 50 gr. di zucchero
  • 60 gr. di farina
  • 3 cucchiai di latte
  • 1 cucchiaino raso di thè matcha
  • 4 gr. di lievito chimico in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 50 gr. di burro
  • 1 uovo medio
Setacciate in una ciotola la farina con lo zucchero e il lievito; mescolate con una frusta per amalgamare bene le polveri. Fate fondere al microonde il burro e tenete da parte. Sbattete l’uovo con il latte (circa 3 cucchiai). Setacciate un cucchiaio di thè matcha e unitelo agli ingredienti liquidi facendo in modo che si sciolga per bene. Aggiungetelo al composto di farina, mescolate con la frusta e aggiungete anche il burro fuso. Mescolate bene e se necessario aggiungete ancora poco latte; il composto deve risultare morbido e colloso, ma non troppo liquido; coprite con pellicola per alimenti e ponete a riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Trascorso questo tempo, imburrate e infarinate uno stampo da madeleine (se lo avete), io ho usato delle vaschettine in alluminio per madeleine. Accendete il forno a 200°. Prelevate il composto dal frigo e con l’aiuto di due cucchiai versate un pò di composto in ogni incavo dello stampo  e infornate. Cuocete a 200° per i primi 10 minuti, abbassate il forno a 180° e proseguite la cottura per altri 10 minuti circa, fino a che le madeleine non saranno dorate. Togliete dal forno e lasciate freddare nello stampo qualche minuto e poi ponete su una gratella per dolci a finire di raffreddare.

Le nostre madeleine al matcha

Vi lasciamo con un piccolo aneddoto, che ci ha raccontato proprio Miriam e che sottolinea come in passato ci fosse un’attenzione quasi maniacale per il rito del thè che doveva essere in tutto e per tutto perfetto. Il racconto è di Cecil Roth, uno storico e insegnante inglese nato nel 1899:
“Recentemente sono stato ospite del barone Alfred de Rothschild
nel suo palazzo di Seamore Place.
Il mattino, di buon’ora, un servitore in livrea è entrato nella mia stanza spingendo un enorme carrello e mi ha chiesto:
– Il signore desidera del tè o una pesca?
Io ho scelto il tè; ed ecco la seconda domanda:
– Cina, India o Ceylon, signore
Mi sono deciso per il tè indiano e lui ha continuato:
– Con latte, limone o panna?
Ho optato per il latte, ma quello ha voluto sapere anche la razza della vacca:
– Jersey, Hereford o Sorthorn, signore?
Non ho mai bevuto un tè migliore!”

3 comments to À la recherche du temps perdu

  • Posso dire che l’aneddoto finale è il perfetto coronamento di un bellissimo post? Una bella descrizione d’ambiente, un’interessante rivisitazione di un classico, e dulcis in fundo lo zuccherino…

  • E dato che la pioggia milanese persiste, viene proprio voglia di prendersi un tè, con tutta la calma necessaria e con qualche deliziosa madeleine… Vorrei avere un po’ più di temps

  • @Emanuele, grazie mille del commento e di essere passato a trovarci, l’aneddoto è merito di Miriam che in fatto di tè è sapiente 🙂

    @Michela, grazie anche a te di essere passata di qui e grazie anche dell’invito per Sabato scorso, purtroppo avevamo già prenotato il corso, ci piacerebbe poter ricambiare e sei ufficialmente invitata per un tè qui da noi 🙂

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